MISSION

La Comunità La Collina nasce dalle competenze maturate da un gruppo di operatori sociali che da anni lavorano nel campo della prevenzione e riabilitazione di adolescenti e giovani adulti in difficoltà.
In particolare la lunga esperienza di Ettore Cannavera come cappellano del carcere minorile di Quartucciu, e l’osservazione delle problematiche educative connesse alla detenzione, portano ad interrogarsi se sia davvero il carcere lo strumento adeguato alla riabilitazione dei ristretti o se, al contrario, non porti a consolidare comportamenti devianti.
Queste riflessioni si concretizzano con la fondazione, il 30 settembre del 1994, dell’associazione di volontariato “Cooperazione e Confronto” Onlus che nell’ottobre dell’anno successivo da il via all’esperienza comunitaria “La Collina”.
Inizialmente il gruppo porta avanti la sperimentazione su base privata e volontaristica, in un’abitazione messa a disposizione da uno dei soci.
Le attività svolte e i risultati positivi attirano l’attenzione del mondo della Giustizia, che mostra fiducia nel progetto, e che spinge il gruppo a costruire, autofinanziandosi, un nucleo abitativo su un terreno di dieci ettari che Ettore Cannavera ha ereditato dalla famiglia.
Nasce così la “nuova” Collina, che può ospitare sei residenti oltre a giovani in permesso premio dagli Istituti di pena.
Il gruppo si vede così riconosciuta la visione pedagogica principale: inserire i ragazzi in un contesto educativo centrato sulla vita in comune, sulla condivisione e il rispetto dell’altro, sull’autonomia personale ed economica, raggiungibile principalmente attraverso il lavoro.
Questo strumento è considerato il perno del progetto educativo e porta l’Associazione alla costituzione di una Cooperativa sociale di tipo B, “Comunità La Collina” Onlus, nata nel 1998. Il suo scopo è quello di offrire ai ragazzi opportunità lavorative, coltivando i terreni dell’Associazione.
Nel 2000 l’operato dell’Associazione e della Cooperativa si incontra con il settore pubblico. L’Unione dei Comuni del Parteolla e del Basso Campidano, di cui fa parte il Comune di Serdiana, costruisce con fondi regionali una nuova struttura residenziale che l’Associazione, avendo donato il terreno, avrà in comodato d’uso gratuito.
Con l’aumentare dei ragazzi accolti l’Associazione si rende conto che l’impegno su base volontaristica del gruppo iniziale non basta più. Decide quindi di costituire un’équipe educativa, con professionalità dedicate, che riceve il sostegno economico della Regione Sardegna.

VISION

Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: ci si libera insieme.
Paulo Freire

I dati statistici sulla recidiva parlano chiaro: tra coloro che hanno vissuto un’esperienza in comunità o usufruito di una misura alternativa alla detenzione, solo il 10% ha di nuovo problemi giudiziari.

Chi invece sconta la pena detentiva in carcere nel 70% dei casi torna dietro le sbarre.

In carcere il ragazzo non perde solo la libertà, ma molto di più. Vive assistito ed è costretto a dipendere dagli altri per qualsiasi esigenza. Non mette a frutto le sue potenzialità, non si rende autonomo attraverso il lavoro per costruirsi un progetto di vita che lo renda responsabile e fiero di sé.

Siamo convinti che il recupero e la rieducazione debba passare per vie molto diverse da questa.

La nostra Comunità si rivolge a ragazzi dai 18 ai 25 anni a cui il Magistrato di Sorveglianza ha concesso di fruire di misure alternative alla detenzione.
Sono giovani che provengono da tutte le parti d’Italia e del mondo, non solo sardi.

L’esperienza comunitaria permette loro di entrare in contatto con una realtà educativa più funzionale rispetto a quella del carcere e di rielaborare criticamente il proprio vissuto in un contesto aperto al confronto e al dialogo.
In Collina il ragazzo può incontrare i familiari e gli amici, uscire per andare a scuola o lavorare all’esterno, frequentare persone diverse da lui per cultura o religione.
È esclusa ogni forma di assistenzialismo: il ragazzo ha dei compiti precisi e deve imparare a vivere del proprio lavoro, nient’altro.